C’è un tempo, a fine anno, in cui il mondo sembra rallentare. Anche quello virtuale. Le luci si abbassano, le chat si fanno più silenziose, e restano le tracce: le parole scritte, le immagini condivise, i luoghi attraversati insieme. È da qui che nasce questa riflessione, come un ultimo sguardo prima che il calendario cambi pagina.
Un mondo fatto di relazioni
OpenSim non è mai stato soltanto una piattaforma.
È stato ed è uno spazio di relazione, un luogo dove le identità si sono raccontate senza fretta, dove le voci hanno trovato corpo anche senza un volto reale.
Nel 2025 abbiamo visto crescere comunità piccole ma tenaci, capaci di resistere alla velocità del web contemporaneo scegliendo invece la profondità.
Il progetto dedicato alle donne ne è stato un esempio potente: non un semplice contenitore di eventi, ma un attraversamento collettivo di storie, esperienze e sguardi.
Si è parlato di memoria, di libertà, di linguaggio, si è scelto di abitare lo spazio digitale con consapevolezza, trasformandolo in un luogo sociale e poetico allo stesso tempo.
Scrivere il virtuale
Gli articoli nati quest’anno hanno dimostrato che il mondo virtuale può ancora essere raccontato con profondità e sensibilità culturale. Non cronache di pixel, ma narrazioni di senso. Scrivere è stato un atto di resistenza contro l’oblio rapido dei contenuti usa‑e‑getta.
Ogni articolo ha lasciato una traccia: ha fermato un momento, un dialogo, una costruzione collettiva. Ha dimostrato che il virtuale non è l’opposto del reale, ma una sua estensione possibile, capace di custodire riflessioni che altrove non trovano spazio.
Luoghi che restano
Il mercatino di Natale, con le sue luci sospese e le voci che si incrociavano tra una bancarella e l’altra, è stato più di un evento stagionale. È stato un gesto di cura. In un tempo storico spesso segnato da distanza e frammentazione, ricreare un rito condiviso, anche in forma digitale, ha significato riaffermare il valore dello stare insieme.
E poi le regioni esplorate, costruite, a volte abbandonate, ma mai inutili. Ogni spazio virtuale ha conservato la memoria di chi lo ha attraversato. In OpenSim, anche il silenzio parla: racconta il passaggio di comunità, sogni, tentativi.
L’amore
In questo mondo fatto di avatar e coordinate, c’è stato anche spazio per l’amore. Un amore discreto, spesso silenzioso, lontano dalle retoriche rumorose dei social. Amore come attenzione, come ascolto, come presenza costante. Amore per i progetti portati avanti senza clamore, per le persone incontrate sera dopo sera, per i luoghi virtuali custoditi come si fa con una casa. L’amore non è stato spettacolo, ma cura: il tempo donato, le parole scelte, il restare.
Un futuro che non ha fretta
Chiudiamo il 2025 sapendo che il mondo virtuale non vive più di grandi numeri, ma di presenze autentiche. OpenSim continua a esistere perché qualcuno sceglie, ogni giorno, di entrarci non per consumo, ma per partecipazione.
E a proposito di futuro, non scordate che il 27 gennaio 2026 festeggeremo ben 16 anni di vita a Craft World. Non vi anticipo come si svolgerà quest’anno: sicuramente qualcuno della redazione ha in cantiere il suo articolo più dettagliato. Non voglio rubare la scena 🙂
Il futuro non sarà necessariamente più grande, più veloce o più visibile. Ma potrà essere più vero.
Fatto di progetti che nascono dal basso, di scritture condivise, di spazi che non chiedono performance ma ascolto.
Questa mia riflessione non è un bilancio, ma un ringraziamento, a chi ha costruito, scritto, abitato.
A chi ha creduto che anche nel virtuale si possa fare cultura, relazione, comunità.
Domani sarà un altro anno. Ma alcune tracce, per fortuna, restano. Altre nuove arriveranno.
Buona fine anno a tutte e tutti: che questa notte sia una notte di luce, non solo in cielo, ma anche nei vostri cuori.

Bellissimo articolo pieno di passione e di tenerezza, una narrazione che rispecchia sia lo spirito di Craft che l’animo autentico di chi scrive. Grazie Fiona!