
Credo che Edu3D, la comunità di pratica con cui ho iniziato a collaborare nel 2015, sia abbastanza conosciuta in Craft. Forse però non tutti sanno come è nato il progetto e ho pensato che sia interessante scoprirlo chiedendolo a una dei fondatori: Giliola Giurgola, aka Giliola Allen.
Salve, Giliola, puoi dirci come e quando è nata la comunità Edu3D?
Posso raccontarvi la mia esperienza su come è nata per me questa attività didattica e comunitaria virtuale. Ho avuto modo di conoscere i mondi virtuali grazie a un master post-laurea, della durata di un anno, frequentato online e in presenza, presso la Facoltà di Scienze della Formazione di Firenze. Il titolo del master era “E-Tutor in ambienti di apprendimento online”. Quindi si trattava di una specializzazione nella formazione a distanza. Era l’anno accademico 2007-2008.
Quali sono stati i tuoi primi passi nella sperimentazione dei mondi virtuali?
Per conoscere il mondo virtuale, abbiamo collaborato con INDIRE, l’Istituto Nazionale per la Ricerca Educativa. Abbiamo visitato una regione di Second Life, una piattaforma nota anche per altri ambiti, che in quel periodo ospitava un ambiente chiamato Second Learning. Qui, insieme ai ricercatori INDIRE, tra cui Andrea Benassi, abbiamo creato i nostri avatar ed esplorato questo nuovo modo di apprendere. Abbiamo imparato a muoverci, a interagire, a costruire spazi didattici. Second Learning ha coinvolto molte persone con interessi didattici e innovativi e ha rappresentato un primo passo significativo.
Ma come sei arrivata a Craft?
Nel 2012 Second Learning, che faceva riferimento all’università, ha creato un mondo con un server ministeriale, Edmondo. Questo ha permesso la nascita di gruppi di lavoro e comunità di insegnanti innovativi che volevano sperimentare nuove metodologie didattiche.
Noi, invece, eravamo un piccolo gruppo di appassionati, due o tre persone, con il desiderio di condividere conoscenza creativa e scoprire curiosità scientifiche. Abbiamo quindi deciso di creare un ambiente su Craft World, una piattaforma accessibile senza costi elevati, a parte quelli del server. Qui abbiamo iniziato a progettare lezioni interattive e ludiche, con la collaborazione di figure chiave come Salazar Stenvaag e Michelangelo Tricarico. Da quel momento in poi, abbiamo lavorato per creare esperienze didattiche strutturate, con ambienti digitali pensati appositamente per l’apprendimento.
Puoi dirci quali sono i principi didattici fondamentali di Edu3D?
L’idea alla base di Edu3D è quella di fornire un ambiente di apprendimento immersivo, in cui la didattica si fonda sulla sperimentazione e sulla partecipazione attiva. Gli insegnanti non sono solo trasmettitori di conoscenza, ma facilitatori in uno spazio in cui gli studenti possono esplorare, costruire e collaborare. I volontari della comunità hanno messo a disposizione le loro competenze per garantire un’educazione che non si limitasse alla trasmissione teorica, ma che si basasse su esperienze pratiche.
E chi partecipa alla comunità?
Edu3D è composta da un gruppo eterogeneo di persone: insegnanti, ricercatori, tutor, ma anche appassionati di tecnologia e volontari. Non tutti i membri sono docenti: alcune delle persone più preziose per il progetto sono costruttori digitali, programmatori o esperti di mondi virtuali che hanno offerto il loro contributo per sviluppare ambienti di apprendimento innovativi.
Quali sono stati gli sviluppi più importanti e come si svolgono le attività oggi?
Nel corso degli anni, abbiamo creato veri e propri spazi di apprendimento: aule, repository di materiali didattici, filmati, lezioni in diretta e risorse digitali per gli insegnanti che vogliono integrare strumenti innovativi nelle loro discipline. I bambini, ad esempio, possono entrare nelle regioni scuola di Craft trovandosi in un ambiente protetto, dove possono simulare esperienze in un contesto educativo.
La nostra attività continua a crescere e siamo aperti a collaborazioni con scuole e docenti interessati a sperimentare nuove forme di insegnamento.
E come vedi il futuro di Edu3D?
Vogliamo continuare a espandere il nostro progetto, coinvolgendo sempre più insegnanti e studenti. L’idea è quella di creare nuovi ambienti didattici sempre più interattivi e di ampliare le risorse disponibili per chi vuole adottare metodologie innovative. La tecnologia continua a evolversi e noi siamo pronti ad adattarci per garantire un apprendimento coinvolgente e di qualità.
Cosa ti ha appassionata di più di questa esperienza?
La cosa più bella è vedere come la tecnologia possa trasformarsi in un’opportunità educativa reale, capace di coinvolgere gli studenti in modi nuovi e stimolanti. Lavorare con una comunità di persone motivate, che credono nel potere dell’innovazione didattica, è un’esperienza unica.
Vuoi dare un messaggio finale per chi vuole avvicinarsi a Edu3D?
Edu3D è una comunità aperta e collaborativa. Se siete interessati a esplorare nuovi strumenti educativi, siete i benvenuti. C’è spazio per tutti: docenti, studenti, ricercatori e appassionati. L’importante è avere curiosità e voglia di innovare. A presto, con grande entusiasmo e voglia di fare!
Grazie Giliola, mi unisco a te in questo invito rivolto a tutti quelli che leggeranno questo post.
Una serie di immagini tratte dalla vecchia pagina Facebook e dal sito di Edu3D:
















